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Chi era Manfredo?

Chi era Manfredo Camperio?  Per conoscere e riscoprire il personaggio la Biblioteca civica, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura ha organizzato un incontro pubblico, sabato 9 giugno alle 16.30 nella sala congressi di villa Camperio (via Confalonieri 55). Relatore sarà Alessandro Pelegatta, saggista milanese che parlerà di questo personaggio e quindi della storica famiglia, la cui omonima villa, ospiterà l’incontro ad ingresso libero. Manfredo Camperio, possidente, divulgatore di geografia commerciale, patriota, capitano dell’esercito, viaggiatore e visionario,  nacque a Milano il 30 ottobre 1826. Iniziò gli studi liceali a Jena e a Graz; tornato a Milano fu attivista antiaustriaco tra i più vivaci della gioventù aristocratica e, dopo aver combattuto durante le Cinque Giornate di Milano, passò un irrequieto esilio viaggiando avventurosamente in Australia e nel Far East. Rientrato in patria combatté nell’esercito piemontese le guerre del 1859 e del 1866 guadagnandosi il grado di capitano, titolo del quale andava fiero più di ogni altra onorificenza. Visitò quindi Ceylon e l’India e fu presente all’inaugurazione del canale di Suez (1869) insieme ad Orazio Antinori, il capostipite di tutti gli esploratori italiani e che diresse la prima “grande spedizione” africana del 1876. Nel 1869 la Compagnia Rubattino rilevò anche la baia di Assab, uno sperduto avamposto del Mar Rosso.

Durante la XII legislatura (1874-1876), Camperio venne eletto deputato; sedette a Destra, ma fu e restò sempre (come Luigi Canzi, che era della Sinistra) uno dei pochi e tenaci fautori del Crispi in Lombardia, mentre gran parte della borghesia lombarda osteggiava l’autoritarismo crispino. Camperio fu inoltre consigliere della Società Geografica Italiana nel biennio 1877-78.  Camperio, sofferente da anni di asma, morì a Napoli il 29 dicembre 1899 all’età di 73 anni. Fino all’ultimo s’illuse che potesse prendere piede la colonizzazione del Benadir (Somalia), che il governo italiano aveva dato in concessione a una società privata con sede a Milano (di cui Camperio fu socio di minoranza).  Manfredo Camperio collaborò a vari quotidiani, tra cui Perseveranza , La Lombardia, La Riforma e Il Sole. Fondò e diresse  L’ Esploratore.  Scrisse: Della decadenza della Marina mercantile italiana, Milano 1880; Da Assab a Dogali. Guerre Abissine, Milano 1887; Dizionario Tigrino, Milano 1894, ristampato poi in varie edizioni; Agenzie del Consorzio Italiano per l’Estremo Oriente, Milano, 1898; L’Eritrea del XX secolo, Milano 1899. Curò la pubblicazione di Come io trovai Livingstone. Viaggio di Enrico Stanley, Milano 1873; poi l’edizione delle memorie del Piaggia per la Società Geografica Italiana. Tradusse Cina e Giappone, di Messe Wartegg, Milano 1900. La sua Autobiografia fu compilata in prima persona solo fino al 1871, poi è continuata dalla figlia Sita, e tuttavia non è molto illuminante sui fatti e gli argomenti che più qui ci interessano.

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